giovedì 31 maggio 2012

Tofu : tentativi per farmelo piacere ! ( 2 )

Continua la saga dei tentativi salva - Tofu e per ora  non è stato ancora eletto " ingrediente proponibile al moroso " : io sopporto un pochino di più l'assenza del gusto lui invece proprio no !  Quindi continuo a sperimentare e ancora sperimentare !

Forse un po' condizionata dal libro che ho in questo periodo sul comodino " La maga delle spezie " di Chitra Banerjee Divakaruni o forse semplicemente per dare una sferzata di sapore al tofu , ho pensato di farlo in veste indiana : con piselli e il mio personale misto spezie Punjabi Masala ( che di solito uso per un piatto a base di ceci )





Punjabi Tofu - Peas Masala

1 cipolla rossa tritata
1 spicchio d'aglio tritato
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 tazze di piselli
1 panetto di tofu a cubetti
1 cucchiaio di Punjabi  Masala
2 cucchiai d'olio ( io lo uso di semi in questo caso dato il forte sapore delle spezie )
sale
acqua ( 4 cucchiai )
coriandolo fresco tritato ( in alternativa prezzemolo fresco tritato )

Far appassire la cipolla e l'aglio nell'olio caldo , aggiungere il misto spezie Punjabi Masala e il concentrato di pomodoro , quando comincia ad asciugarsi " sfumare " con un cucchiaio d'acqua , lasciare ancora asciugare e sfumare nuovamente con l'acqua  ( ripetere questo passaggio per altre 2 volte ) : fidatevi il risultato è diverso !
Aggiungere i piselli ( se non sono surgelati aggiungere 2 cucchiai d'acqua ) , lasciar cuocere 5 minuti e aggiungere il tofu cuocere per altri 5 minuti , salare solo a fine cottura .
Lasciate riposare coperto , al momento di servirlo riscaldatelo e cospargete di coriandolo fresco .









Note

Trovo che gran parte dei piatti indiani  ( vegetariani e non ) siano più gustosi dopo un po' di riposo : almeno un ' oretta , le spezie e gli altri ingredienti si amalgamano meglio .
Per il momento questo è il miglior esperimento con il tofu ( dopo la maionese ovviamente ! )

lunedì 28 maggio 2012

Buongiorno e buon compleanno !




Oggi è il mio compleanno .... fuori è una stupenda giornata di sole , ma come purtroppo accade quando il compleanno cade durante la settimana mi ritrovo fino alle 17 da sola a festeggiarlo e allora ho pensato di regalarmi una coccola mattutina che , ahimè , non mi regalo tanto spesso !







Toast pane burro e marmellata

  • 2 fette di pane in cassetta tostato - ho usato il prokorn e grano saraceno del mio panificio
  • 4 noci di burro  - per me esselunga top ( non avevo di meglio ) , mi piace spalmarlo quando il pane è ancora caldo così si impregna per bene
  • 4 cucchiai di marmellata buonissima - ho usato quella fatta da mia mamma con le ciliege coltivate da mio padre ... meglio di così !
  • pace , tranquillità e amore per se stessi


 
Una buona colazione è certo il miglior modo per prendersi cura di sè .... ne giovi tu e anche chi ti sta intorno . Questo è il mio buon proposito per questi 28 anni : non dimenticarmi mai di fare qualcosa di bello per me stessa ogni giorno , qualcosa che mi fa stare bene , ritagliarmi anche solo 10 minuti della giornata per dedicarli a me ! Solitamente sono le piccole cose che ci coccolano di più , come una colazione in tutta tranquillità in una cucina innondata dal sole !






venerdì 25 maggio 2012

Influenze persiane

Mia mamma mi ha sempre detto " i libri non si prestano , si regalano " , non ho mai capito il senso di questa frase ma ora con il senno di poi le do ragione .
Sto rincorrendo da mesi un bellissimo libro di cucina persiana che ho prestato ad una persona deliziosa ma che , pur abitando a 10 minuti a piedi da me e a una fermata di metro non ha mai avuto in 9 mesi il tempo per tornarmelo ; io sono troppo discreta per sottolineare che ha un mio libro e gradirei riaverlo ma dall'altro lato so che se in 9 mesi non ha mai preso la strada di casa dubito lo farà presto !
Quindi dovrò rassegnarmi a considerare il libro perduto , con molta amarezza perchè se avessi dato ascolto a mia mamma , se gliene avessi comprato uno per regalo ora avrei qui con me il mio , con i miei preziosi appunti !
Fortunatamente sono una persona che non sente molto il legame con le proprie cose , le regalo facilmente , le presto ... solo due sono gli oggetti che sono esclusivamente miei : il cuscino ormai ventenne e l'ombrello !
Il libro si intitola " La cucina persiana " di Chiara Riccarand e lo consiglio vivamente perchè si scoprono sapori nuovi : è una cucina mediorientale ma con note molto femminili e delicate ....  yogurt , rose , pistacchi , riso , zafferano ....
In questo libro ho conosciuto il crespino una bacca rosso rubino , molto acidula che viene utilizzata spesso con il riso basmati .
Amo molto catapultare ingredienti " esotici " in piatti tipicamente italiani ... e quale piatto è più italiano della pasta ??
Il risultato è stato sorprendente e delizioso !





Reginette al crespino ( Zereshk )

Per 2 persone

160 gr di pasta lunga ( io ho usato le reginette )

Per la crema

100 gr di feta
2 cucchiai di silk tofu
6 noci sgusciate
1 foglia di basilico

Per la salsa

4 cucchiai di crespino ( messo in ammollo per 3-4 ore )
mezzo bicchiere d ' acqua





Scolate il crespino , mettetelo con l'acqua in una pentolina e fate cuocere 10 minuti . Frullate .

Mettete a bollire abbondante acqua , salate e cucinate la pasta .

Nel frattempo frullate il feta , il tofu , le noci  e il basilico fino ad avere una crema liscia ma non troppo , deve rimanere un po ' rustica , aggiungere due cucchiai di acqua di cottura della pasta .

Una volta cotta la pasta conditela con la crema di feta , impiattate e fate piovere la salsa rossa , ho guarnito con germogli di senape .






Il contrasto tra il dolce delle noci e l'acidulo del crispino l ' ho trovato gustoso , ottima pasta per l'estate !

Con questa ricetta partecipo al contest  Colors and food...what else? Red passion


giovedì 24 maggio 2012

Silk Tofu : e ( To ) Fu Subito Amore !

Avevo letto in giro per il web di questo famoso Silk Tofu ma dall'alto della mia ignoranza avevo fatto questa considerazione : "sarà una delle solite trovate per vendere meglio il tofu ai radical chic che frequentano i negozi bio milanesi ..."
Avete presente quelle creature strane che al biologico riescono a spendere in un colpo 150 euro , che hanno al seguito la governante che regge il cestino , che si fanno recapitare tutto a casa anche se fuori hanno il suv parcheggiato, che a malapena salutano la cassiera quando escono ? ... creature odiose , che mangiano sano ma fanno male agli altri , ecco credevo che loro mangiassero il Silk Tofu  ( che costa uno sproposito ) mentre tutti gli altri si accontettassero del classico tofu .

Non ho mai avuto simpatia per gli aggettivi davanti al cibo , sarà forse per le orribili esperienze avute nei mercati cittadini quando ancora ero alle prime armi ? pesce freschissimo ( sicuramente è di 3 giorni fa ) , uva dolcissima ( sicuramente appena la mastichi la tua lingua rimane paralizzata per 2 ore ) . Per me gli aggettivi sono sempre stati considerati armi di marketing : " formaggio cremoso " , " biscotti leggeri " , " patatine fritte a mano " ... tutte cose scritte li sulla confezione per attirare la tua attenzione e fare un bel salasso al tuo portafoglio .
Ebbene ieri sono stata a fare la mia solita capatina settimanale alla gioielleria bio e nella cassettina delle offerte ( prodotti prossimi alla scadenza ) c'era un panetto di questo Silk Tofu ... l'ho guardato prima con sufficienza poi invece la curiosità di provare questo blasonato Silk Tofu ha avuto il sopravvento !

Tornata a casa appena ho aperto la confezione ho notato subito la differenza , era talmente difficile da maneggiare che sicuramente non sarei riuscita a tirarlo fuori dalla scatola e farlo arrivare in padella , si sarebbe liquefatto prima ! mi viene subito in mente un post di Isafragola che tanto tanto tempo fa mi aveva fatto sorridere ... ebbene lei con questo Tofu aveva fatto un budino . 
Non avevo fragole e  il budino l'avevo fatto già venerdi ( si lo ammetto uno di quelli in scatola con la dicitura " cremoso " scritta grande così ! uno degli ultimi rimasugli delle spese di mia madre ) ; poi  mi ricordo degli occhioni dolci che il mio amore mi fa per convincermi a fare il creme caramel e che puntualmente devo deludere perchè sinceramente non mi va molto a genio la ricetta : uno sproposito di uova in altrettanta panna ... e da qui l'illuminazione per fare un creme caramel più leggero .

Cosa ho imparato da questa esperienza ?
  • che le apparenze alle volte ingannano  : il silk tofu è proprio un altro tofu non la versione chic del tofu !
  • che un uomo di 40 anni farà sempre i salti di gioia davanti al caramello e tu dovrai amorevolmente ricordargli che lo zucchero nella pentola avrà più o meno 140 gradi e che non è una buona idea infilarci un dito dentro e che se succede non è una buona idea infilarselo in bocca per salvare il dito ...




 " Tipo " Creme Caramel Vegano

Per il " budino " ( 4 porzioni )

200 ml latte di mandorle ( o altro latte vegetale , la prossima volta voglio provare con quello di avena )
200 gr di silk tofu
5 cucchiai di sciroppo d'agave
aroma naturale a piacere  ( io ho usato una stecca di vaniglia e due scorzette di arancia candita home made)
2 cucchiaini di agar - agar

Per il caramello

50 ml acqua bollente ( aromatizzata a piacere , ho usato un pezzetto di buccia di limone )
70 gr di zucchero


Frullare benissimo con il frullatore a immersione il silk tofu con lo sciroppo d'agave , l'agar agar e l'aroma scelto , unire il latte frullare ancora brevemente.
Mettere il tutto in una casseruola e mescolando continuamente portare ad ebollizione , far bollire 4-5 minuti.

Mettete lo zucchero in un altra pentola su fuoco medio , non appena è sciolto ed è diventato di colore bruno versate mescolando l'acqua bollente aromatizzata : fate molta attenzione perchè la differenza di temperatura potrebbe causare roventi schizzi !
Versate un cucchiaio di caramello negli stampini e successivamente il composto per il  " budino ".
Fate raffreddare a temperatura ambiente e successivamente mettete in frigo per alcune ore , il giorno dopo però è più buono.

Al momento di servire mettete un cucchiaino di caramello sul fondo del piatto e sformate  i budini . Lasciate a disposizione il caramello avanzato ...







martedì 22 maggio 2012

Smoked Tofu + Guacamole Wrap

Il giorno dopo il Tofu Affumicato era molto più gustoso e è andato ad arricchire il mio rotolo vegano di pane carasau .
Pochissimi ingredienti per il massimo della goduria !

  • sfoglie di pane carasau leggermente inumidite
  • cubetti di tofu affumicato
  • insalata a piacere
  • guacamole ( ho usato la mia guacamole mediterranea )
  • spezie ( ho usato origano )
Disporre tutti gli ingredienti sul pane carasau e ... arrotolare!






lunedì 21 maggio 2012

Guacamole mediterranea

L'avocado è un frutto che mi piace moltissimo ma dato che arriva da molto lontano lo compro pochissime volte ( credo non più di 6 in un anno ) .
L ' altro giorno al mio negozio bio preferito ( Centro Botanico a Milano - soprannominato in casa " La Gioielleria " ) ho trovato una piacevole sorpresa .... gli avocados bio dalla Sicilia ... certo non sono proprio a kilometro zero ma sicuramente meglio che dal Sud Africa o da Israele ! !
Tornata a casa mi sono accorta di non avere niente per fare una vera guacamole ma reperendo qualche ingrediente qua e la ne ne venuta fuori una guacamole dal sapore mediterraneo .





Guacamole Mediterranea

1 avocado siciliano
mezza cipolla di tropea
2 pomodori camone sodi
il succo di mezzo limone
un cucchiaino di capperi
5 - 6 foglie di basilico

Lavate , sbucciate l'avocado e schiacciatelo in una ciotola con la forchetta , aggiungete il succo di limone.
Tritate grossolanamente i capperi e la cipolla , tagliate a dadini piccoli i pomodori , spezzettate con le mani il basilico e unite tutto all' avocado.
Mescolate bene e servire con sfoglie di pane carasau .


venerdì 18 maggio 2012

Tofu : tentativi per farmelo piacere ! ( 1 )

Quando più di un anno fa ho deciso di limitare il più possibile il consumo di carne ho sperimentato il seitan e il tofu : la sensazione era di neoprene in bocca , inconsistente , insapore e non parliamo del colore !!!
Sto ancora cercando di trovare una qualche ricetta che me li faccia apprezzare perchè ci tengo proprio a  limitare il consumo di proteine animali , ma tengo anche molto a provare piacere nel mangiare .
Da qui l'idea di tentare il tofu affumicato , ma comprare a prezzi esorbitanti quello già affumicato non mi andava .
Ho tentato un metodo casalingo usando pochissime cose : una pentola con coperchio e un cestello in acciaio per la cottura a vapore.

Tea Smoked Tofu

Ho tagliato il tofu a fettine sottili 5 mm e l'ho messo ad asciugare un po ' sulla carta assorbente .
Sul fondo di una pentola ho messo un foglio d'alluminio , ho cosparso con foglie di the , qualche foglia di lime  e dei rametti di salvia secchi che mi erano avanzati  .
Ho dato fuoco e appena si è ben avviato l ' ho spento , ho disposto il tofu nel cestello a vapore e l'ho inserito nella pentola sopra le braci accese , ho chiuso con il coperchio e l'ho lasciato così coperto per 15 minuti .
Condito con sale e pepe non era male ma continuerò a sperimentare !







L'affumicatura casalinga funziona abbastanza bene anzi farò altre prove ! Unico aspetto negativo è che i miei capelli ricci super assorbenti degli odori si sono immediatamente impuzzolentiti di fumo !

martedì 15 maggio 2012

Digiuno 2.1 : la disfatta degli intrepidi

Il digiuno è finito.
24 ore senza mangiare nulla mi hanno proprio distrutta .
Ieri pomeriggio mi è venuto un mal di testa tremendo e avevo un freddo improbabile data la calura esterna , e quando il mio moroso è tornato a casa dal lavoro si è spaventato delle enormi , e sottolineo enormi , occhiaie nere sotto gli occhi che generalmente non mi capita mai di avere .

L'esperienza è finita bruscamente ma è servita a farmi meditare su alcuni aspetti .

  • Il digiuno non è una passeggiata come credevo : non basta la buona volontà , per me che solitamente sono abituata ad ascoltare e intervenire ad ogni campanello d'allarme che manda il mio corpo è una pratica ancora più difficile.
  • Al digiuno bisogna prepararsi non solo psicologicamente ma anche fisicamente : cominciare un paio di settimane prima a privare il corpo di alcuni alimenti negativi penso aiuti molto in fase di digiuno , quindi eliminare caffè , alcool , grassi animali , carboidrati raffinati e negli ultimi giorni preferire cibi crudi e pasti frequenti ma non abbondanti .
  • Il digiuno richiede relax : la prossima volta niente pc , niente cellulare acceso , solo bei libri da leggere , bagni rilassanti , musica rilassante e qualche bel film .
  • Digiunare richiede allenamento : probabilmente ritenterò l'esperienza perchè la teoria della purificazione mi convince , prima però farò dei digiuni attenuati nei quali è prevista l'assunzione di liquidi diversi dall'acqua come centrifugati o succhi di frutta , gradualmente ( molto molto piano ) passerò a eliminare anche i succhi .
Cosa farò ora ? Intendo proseguire il mio percorso di depurazione con una dieta crudista per alcuni giorni ... proviamo !

lunedì 14 maggio 2012

Digiuno 1.1 : Un " buongiorno " senza caffè

Il mese di convivenza con mia mamma ha visto nel mio carattere i soliti sbalzi d'umore che si verificano sempre quando sto con lei : andiamo molto d'accordo ma avendo entrambe un carattere forte capita di " scontrarci " e io passo così da stati di euforia a stati di nervi a fior di pelle !
I momenti di felicità ( tanti ) sono stati prontamente festeggiati con abbondanti delizie eno - gastronomiche , mentre quelli di nervoso sono stati arginati con dolcetti , patatine e schifezze varie .
Il colpo di grazia è stato il ritorno del mio moroso dalla Sardegna che ha portato con sè pecorino , bottarghe , vini , e dolci d'ogni tipo : tortelli fritti , amaretti morbidi , gueffus , tilicas di sapa , pabassinas , pistoccheddos , copuletas , pirichittus , pardulas .... spero di non aver sbagliato i nomi !!!
Il mio corpo che non è molto abituato a questo stile di vita e si è vendicato subito : passava da 2 giorni di regolarità intestinale  a 3 di totale stitichezza !

Quindi una volta partita la gradita ospite e finiti i dolcetti sardi ero decisa a cominciare un digiuno depurativo che però di giorno in giorno è stato rimandato per ben due settimane !
Oggi , con temperature più miti , il frigo vuoto  e un compagno di avventura al seguito inizia definitivamente il mio digiuno .

L'ultimo pasto è stato ieri sera e stamattina la giornata non è cominciata con il solito caffè portato dalle sonnacchiose manine del mio moroso ma da una " bella " tazzona di tisana della Yogi ... per fortuna era bevibile ! Tisana che ho vezzosamente arricchito con boccioli di rosa essiccati .... a noi donne piace il profumo di rosa al mattino , anche a voi fa sentire più belle? a me si !







Dopo la tisana delle 7:00 la giornata è proseguita tranquillamente , ho fatto piccoli lavoretti in casa , ho preparato i semi di crescione e broccolo per i germogli che mangerò sabato ,  ho ricercato notizie sul web e ho bevuto 1,5 litri d'acqua (durante il digiuno sarebbe opportuno berne 3 - 4 ) .
Il momento più critico è stato verso le 11.30 quando dalla cucina della mia vicina lucana arrivavano folate di cibo succulento ... credo brasato o spezzatino ... la mia determinazione ha tentennato un po' ma ho resistito e per ora sto benissimo , ho notato solo per ora la lingua bianca e un po' gonfia , chiaro simbolo che sta avvenendo la disintossicazione .

Lunedì ... si comincia con il digiuno!

Si avete letto bene , DIGIUNO :  per 3 giorni ( spero di farcela ) voglio seguire una dieta di sola acqua e tisane ( mattina e sera ) . Lo so , è strano parlare di digiuno in un blog che per adesso si è occupato solo di cucina  e per essere sincera mi preoccupa un po' affrontare questo discorso.

E' necessario specificare che il digiuno che sto affrontando è un DIGIUNO TERAPEUTICO ( utile a eliminare tossine , veleni e metalli pesanti che purtroppo il nostro corpo trattiene ) non è quindi frutto di una scellerata voglia di perdere peso ( digiunare per dimagrire è la scelta più sbagliata  e PERICOLOSA che si possa fare ! ) .
Il digiuno terapeutico deve essere praticato da una persona sana , senza problemi di peso ( ovviamente per chi è sottopeso è una pratica pericolosa ma sono convinta che lo sia anche per chi è notevolmente sovrappeso ( privare il corpo da un momento all'altro del cibo può creare complicanze ) ) , io sono 160 cm x 58 kg e nessun interesse di perdere peso .
Non sono un medico ma mi sono documentata sull'argomento : aspetto essenziale prima di affrontare un digiuno.

Il mio digiuno sarà di tre giorni , un tempo più prolungato è consigliabile SOLO sotto controllo medico e quindi in apposite strutture.

Con questo post non voglio " spingere " nessuno ad affrontare la mia stessa scelta ma vorrei invitarvi ad analizzare un po' il vostro stile di vita , individuare alcune vostre brutte abitudini e cercare di limitare o eliminarle : basta poco per dar respiro al proprio corpo !

Spero con queste puntualizzazioni di aver rimosso dubbi e polemiche sul mio sbandierare sul  blog l'esperienza che andrò ad affrontare .

mercoledì 9 maggio 2012

Di libri e biscotti

Ho abbandonato per un mese intero il blog, internet in generale e devo dire che la disintossicazione mi ha fatto bene!
Cosa ho fatto in questo mese?
Ho assistito mia mamma che per un'intervento si è trasferita qui a Milano da me , ho studiato per i miei esami , e mi sono dedicata alla lettura.
Le mie letture si sono focalizzate per lo più su testi scritti da donne e devo dire che , da misogina letteraria quale sono stata in passato , mi sono dovuta ricredere !
Sono tutti libri che consiglio :
" Un albero cresce  a Brooklyn " di Betty Smith
" La rilegatrice di libri proibiti " di Belinda Starling
" Ragione e sentimento " di Jane Austen
" Le quattro casalinghe di Tokio " di Natsuo Kirino

Per quanto riguarda le letture al maschile voglio lodare il libro " La trilogia di Adamsberg " di Fred Vargas , un librone di quasi 1000 pagine con ambientazioni francesi dai toni gialli , niente scene splatter o thriller , un giallo con tratti romantici ,  perfetto per le prossime vacanze al mare!

Il primo di questi libri che ho citato mi ha ispirata nella ricetta dei biscotti , ricetta che purtroppo sarà senza fotgrafie come il resto dei miei prossimi post ( dopo una rovinosa caduta a New York la mia macchina fotografica mi ha abbandonata definitivamente ) .
Questa ricetta nasce dalla volontà di convincere il mio moroso a risparmiare soldi e salute che spreca facendo colazione al bar : per me la colazione fuori casa è concepita in pasticceria il sabato o la domenica mattina ( rigorosamente soleggiati ! ) quando ho tutto il tempo per gustarmi qualcosa di sfizioso ; e dalla necessità di trovare qualche impiego alternativo per il pane raffermo che mi spiace troppo buttare .
In un passaggio del libro " Un albero cresce  a Brooklyn " si racconta come la mamma di Francie era abile a  trasformare il pane raffermo ( unico alimento che si potevano permettere di comprare ) in moltissime ricette . Mi ha commossa molto questo libro e sono convinta che , visti i tempi duri , molte mamme sono costrette a non sprecare niente ,  principio che , oltre a far bene al portafogli , è rispettoso dell'ambiente e delle persone che non possono avere il vizio di buttare via il cibo .

Biscotti molto rustici

100 gr di pane raffermo grattuggiato
100 gr fiocchi d'avena tritati con il mixer +  un cucchiaio di avena intera
50 gr farina integrale
60 gr di zucchero di canna
20 mandorle tritate con il mixer
1 uovo
1 cucchiaio di miele sciolto in 40 gr di latte
60 gr di burro sciolto
la punta di un cucchiaino di cannella
mezzo cucchiaino di semi di vaniglia
un pizzico di sale

In una ciotola capiente mescolate tutti gli ingredienti secchi  tranne lo zucchero ( pane , farina , mandorle , avena , sale , vaniglia e cannella ).
In un ' altra ciotola sbattete l'uovo con lo zucchero , unire il latte e il burro.
Infine unite gli ingredienti secchi a quelli liquidi , amalgamate bene e formate delle palline che poi andrete a schiacciare . I biscotti devono essere sottili , non più spessi di 5 mm perchè con la cottura non si " allargheranno " .
Cuocete in  forno a 180° per 15 minuti o comunque fino a quando non sono dorati .

sabato 24 marzo 2012

Peas Time !

Sperimentare in cucina è una tentazione molto forte ... alla quale io non posso proprio resistere ! Alle volte i risultati sono grandiosi altre volte invece si rivelano delle vere schifezze !!! ( ovviamente spariscono prima che torni a casa il mio moroso ... così può continuare a dire che sono una brava cuoca :P )
Questa volta però l'esperimento è riuscito ed è stato pure sbranato!

Partiamo da molto lontano. Ero piccolina che letteralmente " fregavo " alla vicina di mia nonna i piselli , fortunatamente lei li piantava ogni anno vicino al " confine " e io riuscivo benissimo a infilare la mia manina attraverso la rete metallica , mi piaceva mangiarli così crudi  seduta sul prato , nascosta tra le siepi , quasi come fosse un gioco come tanti.
Ora , un po' più grandicella , mi limito a comprarli . Ne copro tantissimi da poter conservare in freezer per un po' e mentre passo il sabato pomeriggio in terrazzo a sgranare i piselli ancora ora faccio merenda così !

Ci sono persone a cui non piacciono i piselli crudi e per loro ho pensato a questa ricetta da consumare rigorasamente all'ora del the e che ne esalta stupendamente il sapore ... quasi come fossero crudi !





Peas Time Cupcakes

100 g di pisellini freschi
150 g di farina
50 g di zucchero
50 g di mandorle sbucciate e tritate grossolanamente
100 g di yogurt bianco
1 uovo
60 g di burro fuso
2 cucchiaini di lievito per dolci setacciato nella farina
un pizzico di sale

Preriscaldate il forno a 180° .
Frullare i piselli con lo yogurt e il sale , la crema dev'essere liscia il più possibile .
Mescolare in una ciotola l'uovo , lo zucchero e la crema di piselli , unire poi la farina con il lievito , le mandorle e infine il burro fuso , mescolare senza lavorare troppo la pasta .
Riempire i pirottini da cupcakes e infornare per 20 minuti  ( fate la prova dello stuzzicadente prima di sfornarli ) .




Country Frosting

100 ml di panna da montare
100 g di ricotta
1 cucchiaio di zucchero a velo
la buccia grattugiata di un limone

Lavorare a lungo la ricotta con lo zucchero a velo e la buccia del limone fino ad ottenere un composto liscio e cremoso.
Montare la panna e unirla delicatamente alla crema di ricotta , usare un sach a poche per guarnire i cupcake.

Note

Il pregio dei piselli è che , essendo molto dolci , nell'impasto si può aggiungere meno zucchero , ne risultano così dei cupcakes un po' meno calorici.
Altro pregio : il colore , fa venire allegria !
Da mangiare rigorosamente in giardino sorseggiando una tazza di The Verde Sencha .
La prossima volta li proverò con una semplicissima glassa reale al limone .





Anche con questa ricetta partecipo al contest " Food and color , what else? " di Essenza in cucina e My taste for food


mercoledì 21 marzo 2012

Veggie Green Sandwich





Il freddo sembra ormai solo un ricordo e io festeggio queste splendide giornate di sole con un sandwich vegano che è un'autentica esplosione di gusto!
Gli ingredienti che ho usato sono tutti BIO tranne il pane che non ho fatto io ma è stato comprato in un ottimo panificio di Milano , è pane tipo in cassetta di segale , grano saraceno e semi di girasole.
I germogli invece sono quelli prodotti da me.
 






Ingredienti:

maionese di tofu al basilico (per la ricetta vedi qui)
rucola tagliuzzata
avocado
cavolo cappuccio viola ( tagliato a listarelle fini e lasciato macerare 1 ora in aceto di mele)
ravanello rosso (io ho usato un tipo lungo molto simile ad una carota e di colore fucsia)
semi vari (sesamo , papavero , girasole )
germogli (ho usato gli alfa-alfa)
spezie (per me solo za'atar)
pane integrale in cassetta




Il procedimento è semplicissimo:
spalmate la maionese su entrambe le fette , cospargete di semi , continuate con la rucola , l 'avocado tagliato a fette sottili , il cavolo cappuccio scolato ( ma non sciacquato ! darà una piacevole nota agrodolce ) , i germogli , infine ancora semini e un pizzico di spezia a piacere ( consiglio timo , origano , menta , erba cipollina , za'atar ) .

Mi è paiciuto molto perchè è un mix di gusti e ingredienti che non si coprono ma si esaltano l'un l'altro , l'agrodolce del cappuccio viola si sposa bene con la piccantezza del ravanello ,  la cremosità dell' avocado è esaltata dalla croccantezza della ruchetta ...




Con questa ricetta semplicissima ricetta partecipo al contest " Color and food , what else? "



Maionese & Maionese

La maionese è una di quelle cose che mi rifiuto categoricamente di comprare ..... avete mai letto l'etichetta ? Immagino di si .... e a me la dicitura " amido di mais modificato " mi fa venire i brividi !!!!

La cosa buffa è che ieri in una sola giornata mi è capitato di preparare 2 maionesi diverse una vegana e una tradizionale , la prima per il mio Veggie Green Sandwich e la seconda per un fantastico Club Sandwich " Rivisitato " , chissà magari un giorno riuscirò a fare una foto prima di mangiarmelo!!

Maionese di tofu al basilico

60 gr di tofu
40 ml di buon olio di semi
un pizzico di sale
2 foglie di basilico
un cucchiaino di limone

Immergete in acqua bolente il tofu per un minuto , scolatelo e mettetelo nel bicchiere del frullatore ad immersione insieme a tutti gli altri ingredienti tranne l'olio che va aggiunto a filo man mano che si frulla. Frullate muovendo il frullatore continuamente su e giù . Per la quantità di olio vado ad occhio alle volte ne serve meno alle volte un pochino di più . Potete aromatizzarla come desiderate , io ho usato il basilico per dargli una nota fresca e un colore verdino .

Maionese Tradizionale

1 uovo intero
olio di semi di buona qualità
1 cucchiaino di senape in polvere
1 cucchiaino di aceto di mele
sale q.b.

Fate rinvenire in una ciotolina la polvere di maionese con l'aceto di mele.
Mettere l'uovo intero e un cucchiaio di olio nel bicchiere del frullatore a immersione , iniziare a frullare senza muovere il frullatore ( deve stare fermo sul fondo del bicchiere ) , aggiungere l'olio a filo e iniziare a muovere ritmicamente su e giù il frullatore solo quando l'uovo sarà diventato più chiaro e spumoso . Continuare a frullare e ad aggiungere olio a filo fino a quando la maionese non avrà la densità desiderata . Infine aggiungere la senape e il sale .

martedì 20 marzo 2012

Germogli

Oggi 20 Marzo primo giorno di Primavera!!!
Eh si, io sono una di quelle persone che soffrono durante l'inverno, che specialmente qui a Milano è molto grigio e triste.
Il mio balcone comincia a rinverdire, fanno capolino i primi tulipani, le nuove foglioline brillano al sole, il gatto ha ripreso a dare la caccia a tutto ciò che vola....
Sono proprio felice!



In occasione dell'inizio della Primavera ho deciso di inaugurare una nuova pagina: l'argomento saranno i germogli.Ormai il web ne parla moltissimo ma ci tengo a dare la mia esperienza, far conoscere i miei germogliatori homemade, le mie ricette con i germogli.
Qui la pagina che verrà aggiornata di volta in volta.

lunedì 19 marzo 2012

Risotto alla Bottarga Povera e Limone



E' usanza in Veneto e in Friuli mangiare durante la Quaresima, specialmente il Mercoledì delle Ceneri, l'aringa affumicata e salata: un piatto dalle origini molto povere di cui parlerò in un prossimo post.

Molto spesso (dipende dalla bravura del pescivendolo nell'individuarle e da un pizzico di fortuna) queste aringhe contengono ancora le loro sacche di uova ( confesso che ne sono ghiotta) che ho ribattezzato "bottarga povera" appunto per le umili origini di questo pesche affumicato. Solitamente le uova si mettono sott'olio come il resto dell'aringa ma io questa volta ne ho conservato un pezzo per farne qualcos'altro, e dopo tanto pensare (il gusto dell'aringa affumicata e salata non è di facile abbinamento) ne è venuto fuori un risotto.





Risotto alla Bottarga Povera e Limone

Per 2 persone

160 gr di riso carnaroli
una sacca di uova di aringa affumicata e salata
mezza cipolla bianca affettata finemente
mezzo bicchiere di vino bianco (vedi note)
mezzo limone spremuto
la buccia di un limone bio
uno spicchio d'aglio pulito e privato del germoglio (se c'è)
2 foglie di basilico
3 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
sale q.b.
acqua calda q.b (vedi note)

In un mortaio pestare lo spicchio d'aglio e le foglie di basilico fino a quando ne risulterà una crema, unire un cucchiaio di olio evo e amalgamare bene.Lasciare riposare.

Far appassire la cipolla tritata in due cucchiai d'olio non appena diventa trasparente aggiungere il riso, farlo tostare e sfumare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato aggiungere poca acqua calda aggiustata di sale, durante la cottura mescolare spesso e aggiungere poca acqua alla volta.
Quando il riso è cotto (non deve essere troppo asciutto) versare il succo di limone spremuto, mescolare bene e mantecare con il parmigiano, coprire e lasciare riposare qualche minuto.
Nel frattempo tagliare a fettine la sacca di uova.

Impiattare, disponete le fettine di "bottarga" sopra al risotto, grattugiare generosamente la buccia del limone e far cadere qualche goccia di salsa al basilico.Servire.








Note
Io non amo usare brodo (vegetale, di carne, o di pesce) se gli ingredienti che aggiungerò al risotto sono molto saporiti (in questo caso le uova di aringa lo sono), preferisco usare semplicemente acqua.
Il vino di accompagnamento al piatto è un Lugana Molin DOC, 2010 dell' Azienda Agricola Provenza,(trebbiano di Lugana); il vino con le sue note agrumate e leggermente amarognole ben si sposa con il piatto bilanciandone la spiccata sapidità data dall'aringa salata e affumicata. Lo stesso vino è stato usato per sfumare il riso.





 Questa ricetta partecipa al contest Rice Blogger 2012



mercoledì 14 marzo 2012

Cioccolatini per consolarci

Il mio esperto di computer mi aveva garantito che dopo la scadenza del mio anti-virus avrei avuto comunque una copertura di altri 15 giorni e io senza pensieri scorrazzavo tra le foto di Google Immagini. Quel giorno avevo dei piselli surgelati da finire e volevo trovare qualche idea sfiziosa, magari al forno.
Clicco sulla foto di una cocottina carinissima con dei pisellini freschi e in un lampo vengo catapultata in un sito porno che altrettanto in un lampo fa spegnere il mio pc! Si, cercando una ricetta tra foto di piselli sono finita in un sito porno che mi ha attaccato un virus...e non è una barzelletta!
Manco ormai da due settimane dal blog, una settimana è servita per risistemare il mio pc e una per risistemare me. Putroppo più di qualche foto è andata persa, foto per i miei post, foto di ricette che avrei voluto far partecipare ad alcuni contest, il morale è stato a terra per un po'.
Ora ancora convalescente ritorno presentando una ricetta semplice, bella da vedere (credo) e consolatoria come solo il cioccolato sa fare!






Cioccolatini di Marzapane

200g di marzapane
150g di cioccolato (io ho usato 100g di  fondente al 70% e 50g di cioccolato bianco)
frutta secca o candita per farcire il marzapane o per decorare (sbizzarritevi!!)
confetti di zucchero per decorare

Per farcire il marzapane ho usato ciliege candite, noci, pezzetti di cioccolato bianco e al latte, polvere di caffè, scorze di arancia candita. (non avevo altro in dispensa, ma ho già qualche idea per la prossima volta!!!)
Per decorare ho usato confetti color argento, granella di pistacchio e polvere di caffè.

Il procedimento è semplicissimo:

- farcire il marzapane e dare la forma desiderata
- mettere a sciogliere nel microonde (o bagnomaria) 1/3 del cioccolato a pezzetti, bastano una 30 di secondi.
- unire al cioccolato caldo il cioccolato rimasto (i 2/3) ridotto a pezzetti
- mescolare bene per far sciogliere tutto il cioccolato (il risultato è un temperaggio molto empirico  ma efficace)
- intingere le forme di marzapane e disporle su carta da forno
- decorare i cioccolatini
- farli raffreddare e metterli in frigo a indurire

In frigo si conservano per molto tempo e li trovo di grande effetto da servire agli amici con il caffè e meno impegnativo di una torta!!







martedì 28 febbraio 2012

Quasi porrige di tapioca e carciofi




Ultimamente non è un periodo facile per me, l'arrivo di mia mamma a casa mia reduce da un'operazione, gli esami dell'università che faticano ad essere preparati, le incomprensioni con il moroso e la momentanea incapacità di proiettare se stesse nel futuro hanno reso questo Febbraio molto molto grigio.
La cucina alle volte è uno sfogo, provare nuove ricette sfama la mia voglia di creatività e concretezza  (cosa che non trovo nei  miei studi), alle volte invece è una tortura perchè mi rendo conto che è l'unica cosa che mi piace fare, l'unica che mi piace studiare, ricercare e se potessi tornare indietro farei sicuramente scelte diverse.Questo amore e odio si concretizza con giornate in cui sono la regina della cucina e altre in cui butto tutto in una pentola e spero che ne esca qualcosa di commestibile.
Alla luce di queste considerazioni ero molto indecisa se postare o meno questa ricetta o meglio .... questo esperimento culinario e ora invece eccoci qui.
E' nato proprio come esperimento perchè avevo della tapioca che aspettava in dispensa da forse un anno, risultato di quelle curiosità culinarie che poi si accumulano negli armadietti della cucina e dei carciofi ormai quasi irriconoscibili frutto di una settimana un po' turbolenta.
Siccome non mi piace arrivare al punto di dover buttare il cibo, sono entrata in cucina decisa che di quelle due cose dovevo farci qualcosa!
Alla vista forse non è così gustoso ma nei fatti si è rivelato godurioso! Di per se la tapioca non sa di nulla (classico cibo per bambini molliccio e insapore) ne guadagnano così i carciofi che spiccano con tutto il loro sapore, con qualche scaglia di buon formaggio e noci tritate ne è risultato un perfetto comfort food caldo caldo per quelle serate da sola in cui sentire il gusto delle verdure ti fa stare bene.


Quasi porrige di tapioca e carciofi

30g di perle di tapioca
1 carciofo con il gambo
un cucchiaio di noci tritate
formaggio a piacere (io ho usato il Salva Cremasco)
pepe macinato fresco
mezza cipolla tritata
un cucchiaio d'olio evo
timo ( o altra erba aromatica a piacere)
sale q.b.

Mettere a bagno le perle di tapioca in una tazza d'acqua.
Pulire il carciofo tagliarlo sottile sottile, pulire il gambo (si mangia non si butta!) e tagliarlo a tocchetti.
Far soffriggere leggermente la cipolla tritata, aggiungere i carciofi farli insaporire 4-5 minuti, versare 300 ml di acqua e aggiustare di sale.
Non appena prende bollore scolate la tapioca e unitela ai carciofi. Sarà pronta quando diventa trasparente, 10 minuti circa.
Impiattate e cospargete di timo fresco, noci tritate, scaglie di formaggio e una macinata di pepe.

Note:
Da mangiare rigorosamente in una tazzona da cereali e con il cucchiaio.
Indossate il piagiama e sprofondate nel divano.





Con questa ricetta partecipo per la categoria " ricette vegetariane " al contest "VegetariAMO" di "Sapori di Elisa"


domenica 26 febbraio 2012

Laugenbrot di Pasquetta con favette e pancetta








Questi ultimi giorni a Milano è stato proprio caldo, sono già fioriti i bulbi sul terrazzo e la voglia di sdraiarsi su un prato si fa sempre più forte! Sognando picnic primaverili ho pensato a questa ricetta adattissima come stuzzichino per un pranzo in giardino o per una gita fuori porta con gli amici immersi nella natura...magari Pasquetta!?

Un piccolo assaggio di Pasqua in occasione del contest "Pasqua lievitata" di About Food.



 
Laugenbrot di Pasquetta con favette e pancetta





 
Dosi per circa 15 panini
Per l'impasto

450 gr di farina 00
180 ml acqua tiedipa
12 gr di lievito di birra
45 gr di burro sciolto
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di zucchero

Per il ripieno

80 gr di fave sbucciate e private della pellicina
100 gr di pancetta affumicata tagliata a striscioline
100 gr di formaggio che si scioglie (io ho usato il Casera Valtellina ) grattugiato (con una grattugia grossa da carote)

Per la cottura

3 litri di acqua
3 cucchiai di bicarbonato di sodio
1 uovo sbattuto (per spennellare i Laugenbrot)
sale grosso o sale in cristalli  (io ho usato il sale Maldon)

Sbriciolate il lievito in una ciotola capiente, unite l'acqua tiepida (non calda!), lo zucchero e il burro sciolto. Mescolate cercardo di sciogliere il lievito e lasciate riposare per 10 minuti.
Passato questo tempo unite al composto la farina e il sale, amalgamate gli ingredienti e passate l'impasto sulla spianatoia dove lo impasterete energicamente per almeno  5 minuti.
Una volta impastato mettete la pasta in una ciotola, copritela con un telo da cucina pulito (o pellicola trasparente) e lasciatela lievitare per almeno un'ora in un luogo caldo.

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Fate bollire tre litri d'acqua in una pentola capiente.

Ricavate dalla pasta piccole palline grandi più o meno come un mandarino, con l'aiuto di un mattarello formate dei piccoli dischi di pasta, disponete all'interno un pochino di formaggio grattugiato, qualche strisciolina di pancetta e alcune fave.
Ripiegate leggermente verso l'interno i lati e poi arrotolate il disco. Sigillate bene con le dita le aperture ( la pasta è molto elastica basta pizzicare i lati aperti) e date una forma allungata.

Una volta che l'acqua nella pentola bolle, abbassate la fiamma al minimo e aggiungete i tre cucchiai di bicarbonato, non appena riprende il bollore immergete tutti i panini per circa 30 secondi. Scolateli con una schiumarola e standeteli su una teglia rivestita di carta da forno, spennellateli con l'uovo sbattuto e cospargeteli generosamente di sale grosso o in cristalli.
Infornate a 200 gradi per circa 15 - 18 minuti.
Devono risultare belli bruniti in superficie.

Sono buonissimi sia tiepidi che freddi, anche il giorno dopo!








Con questa ricetta partecipo al contest  "Pasqua lievitata" di About Food




venerdì 24 febbraio 2012

Pinzimonio!

L'altro giorno ho postato la ricetta della quinoa con le cime di broccolo, ho usato solo i "fiori" e non il grosso gambo perchè non mi fa impazzire cotto e invece da quando ho conosciuto il mio moroso (cinque anni fa ormai ) ho scoperto che crudo è buonissimo! Ha un gusto molto simile al daikon o alla rapa bianca, succoso e vagamente piccante. Quindi se per caso lo buttate (orrore!) fate come me, mangiatelo crudo!! ecco come..



Pinzimonio di Broccolo

un gambo di broccolo
un cucchiaino di polvere di senape (o in alternativa senape confezionata)
un cucchiaino di aceto
un cucchiaio d'olio evo
sale Maldon

In una ciotolina fate rinvenire la senape con l'aceto per qualche minuto.
Pulite il gambo di broccolo togliendo la parte esterna più dura e tagliatelo a bastoncini.
Aggiungete l'olio d'oliva e il sale Maldon alla senape e mescolate bene.
Servite i bastoncini di broccolo con la salsa.



mercoledì 22 febbraio 2012

Intolleranze alimentari: Cupcakes per tutti !!!

Lo so che sto diventando contest addict ma mi diverte proprio partecipare! Ho un blog giovanissimo (neanche un mese) e non avendo vecchi post da cui attingere mi tocca fare tutto dall'inizio : ideare il piatto, eseguirlo, fotografarlo, mangiarlo e postarlo!E tutto ciò mi regala un positivissimo sforzo creativo.
La settimana scorsa mi sono imbattuta nel contest di CroceDelizia non "Rompete le uova" contest dedicato alle intolleranze alimentari con speciale attenzione per quella alle uova.
Fortunatamente non soffro di intolleranze alimentari e nemmeno chi mi sta strettamente vicino, però amando molto cucinare per gli altri tengo molto a ricercare e sperimentare ricette adatte anche a persone con particolari allergie.
Nei giorni precedenti ho postato un paio di ricette di cupcakes ovviamente inadatti a persone con allergie alimentari e quindi  per far godere anche il loro palato ho ideato questi finti cupcakes, belli, molto golosi e senza uova, senza lattosio, senza glutine!adatti anche per vegani !!!







Cupcakes per tutti!!  pere e cioccolato con cuore al caramello.

Per 4 cupcakes

4 pere non molto mature, sceglietele con il fondo un po' grosso
50g di cioccolato fondente (per il "cestino di pera)
50g di cioccolato fondente (per la mousse di copertura)
50g di acqua (per la mousse di copertura)
4 cucchiai di sciroppo d'agave








Per prima cosa mettete il succo d'agave in un pentolino sul fuoco per circa un minuto.Spegnete e lasciate raffreddare avrà poi la consistenza del caramello.
Lavate le pere e ricavate da ognuna un cubo.Non avendo un coppapasta o un taglia biscotti ho fatto in modo empirico ritagliando un quadrato di carta di 3,5 cm di lato, una volta tagliato il "collo" della pera ho ricavato il cubo appoggiando il quadrato su ogni lato.
Scavate il cubo formando una fossetta per il caramello.

Sciogliete 25g di cioccolato a bagnomaria, toglietelo dal bagnomaria e aggiungete altri 25g e mescolate fino a quando non è sciolto. Rimettete la pentola nel bagnomaria a fuoco spento per circa un minuto. Questo è un temperaggio del cioccolato molto casalingo,di solito lo faccio con il termometro ma non volevo rendere complicata la ricetta e ho provato così, il cioccolato è comunque venuto lucido.
Su una griglia per dolci mettete i cubi di pera a testa in giù (con il buco sotto) e ricopriteli con il cioccolato fuso. Fate raffreddare completamente e mettete in frigo per circa 30 min.

Nel frattempo preparate la copertura.
Mettete in frigo una ciotola con del ghiaccio o acqua fredda.

Mettete a sciogliere 50 g di cioccolato a bagnomaria.
Una volta sciolto aggiungete l'acqua e mescolate cercando di stemperare bene il cioccolato.
Travasate il tutto in una ciotola adatta all'uso delle fruste elettriche, ponetela sull'altra con il ghiaccio e iniziate a montare, smettete non appena si formerà una mousse molto compatta.
Fate riposare 30 minuti in frigo.

Prendete le pere che ormai saranno fredde riempitele con il caramello e ricopritele con la mousse, io mi sono aiutata con un sac a poche con punta a stella.

Note
Se non si ha lo sciroppo d'agave (più salutare rispetto allo zucchero) si può sostituire con una marmellata, una composta o altro che ispira la vostra fantasia!
Per i ritagli di pere è inutile dire di non buttarli via, riutilizzateli per uno snack, per un'insalata diversa...e poi non devo certo dirvi io quanto è buono il cacio con le pere!!!



 


Con questa ricetta pertecipo al contest "Non rompete le uova" di "CroceDelizia"

lunedì 20 febbraio 2012

Gli uomini e i complimenti

Lo scorso inverno le vetrine di Milano dalla più chic alla più cheap pullulavano di accessori moda e abiti color rosa cipria, rosa carne e pure io non sono riuscita a resistere alla tentazione di avere qualcosa di quel colore perchè lo trovavo molto molto glamour ed elegante. Non so perchè ma quel colore mi rimandava ad atmosfere parigine anni venti, lo immaginavo accompagnato semplicemente ad un look total black.
Fu così che in uno dei miei rari pomeriggi di shopping mi sono comprata una gonna.
Ero felicissima, l'ho comprata in saldo e la trovavo favolosa, il colore era stupendo e la gonna fasciava audacemente i miei fianchi.
Il giorno dopo, sabato sera, mi sono preparata per uscire ansiosa di far vedere al mio moroso il mio acquisto!
Io:   " Ti piaccio? Ti piace la gonna? è nuova!"
Lui:  " Si, sembra una sfogliatella napoletana..."
Io:   " UNA SFOGLIATELLA???"
Lui:  " Si... una meringa..."
Io:   " UNA MERINGA???? "

E cercando di consolare il mio sguardo rabbioso temendo di essere strozzato da un momento all'altro ha aggiunto:
" Cucciola, volevo dire che assomigli a quei dolcetti tondi con tutta quella panna sopra..."

Povero tentava in ogni modo di riparare il danno ma non si accorgeva che stava facendo peggio....un classico per gli uomini!
Con quella gonna quindi assomigliavo a un dolcetto TONDO e con la PANNA!!!!!
Che dire, il mio orgoglio era profondamente ferito e nonostante riconoscessi la volontà di lui di farmi un complimento ho deciso di cambiarmi optando per una gonna nera, sicura che con quella con sarebbe incappato in nessun imbarazzante complimento dolciario.
Da quel giorno la mia gonna rosa cipria riposa nell'armadio, troppo bella e desiderata per essere buttata e sempre da quel giorno quando preparo o mangio quei famosi dolcetti mi viene in mente quell'incompresa gonna, un po' mi rattristo ma allo stesso tempo il ricordo di lui che arranca tra complimenti sbagliati cercando di evitare i miei sguardi assassini mi fa troppo ridere!...chissà, magari il prossimo carnevale potrei vestirmi da Cupcake! :-)
Ecco un dettaglio della "famosa" gonna.




Cupcake Vaniglia e Acqua di Fiori d' Arancio


 



 
Dosi per circa  10 cupcake

225 g di farina (io ho fatto 175 di 00 e 50 di frumina)
2 cucchiaini di lievito per dolci (mezza bustina)
100 g di zucchero
120 ml latte
55 g di burro sciolto
1 uovo
una bacca di vaniglia
sale un pizzico

Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Fate bollire il latte con una bacca di vaniglia aperta, leggermente raschiata e lasciate raffreddare.
Nel frattempo in una ciotola mescolate insieme la farina setacciata, il lievito, il sale e lo zucchero.
In un'altra ciotola sbattete l'uovo (intero), aggiungete il latte ormai raffreddato e il burro.
Unite gli ingredienti secchi con quelli liquidi e amalgamateli bene.
Versate il composto negli stampi per cupcake e infornate per 15 minuti.

Copertura di cioccolato bianco

100g cioccolato bianco
30g di acqua temperatura ambiente
20g di acqua di fiori d'arancio
Se non si ha l'acqua ma solo l'essenza fare 50g di acqua e qualche goccia di essenza

Mettete in frigo una ciotola con del ghiaccio.

Mettete a sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
Una volta sciolto aggiungete l'acqua e mescolate cercando di stemperare bene il cioccolato.
Travasate il tutto in una ciotola adatta all'uso delle fruste elettriche, ponetela sull'altra con il ghiaccio e iniziate a montare, smettete non appena si formerà una mousse molto compatta.
Fate riposare 30 minuti in frigo.

Ricoprite di mousse i cupcakes completamente raffreddati, io ho usato il sac a poche con punta a stella.


 


Con questa ricetta "Cupcake Vaniglia e Fiori d'Arancio" partecipo al contest "Food è Chic" di "La cucina di Barbara"

In collaborazione con "Zalando"